Storia della ceramica
Le origini della produzione di ceramica pugliese si incrociano con la storia delle prime produzioni in questo particolare materiale. La creazione di recipienti di ceramica è una delle innovazioni tipiche del passaggio all’età neolitica. L’uomo scopre che cuocendo l’argilla, questa si trasforma in materiale resistente e impermeabile, la terracotta o ceramica. Si possono produrre così recipienti per conservare, trasportare e cucinare gli alimenti. Di seguito anche gli oggetti della vita quotidiana cominciano a trasformarsi in forme d’arte, l’uomo li abbellisce con incisioni geometriche, croci, linee, zig-zag. Per la prima volta, si manifesta il senso estetico dell’uomo che decora non solo per una finalità pratica, ma anche e soprattutto per il suo piacere personale.
Le prime produzioni in ceramica
L’antica Grecia ereditò la tecnica della ceramica dalla civiltà minoicomicenea. Atene in quel periodo commerciava la propria ceramica nel mediterraneo, successivamente nacquero fabbriche in Etruria nei territori di Lazio, Toscana, Umbria, Liguria, ed in Magna Grecia fino a tutto il sud Italia. Atene dominò i mercati con la sua produzione di vasi, ma nel IV secolo a.C. iniziò un lento e inarrestabile declino. Sorsero altre fabbriche locali in Beozia, Etruria, Magna Grecia e Sicilia. Intorno all’anno mille nel tentativo di imitare i prodotti orientali gli artigiani europei crearono la maiolica. La maiolica viene preparata sciogliendo in acqua il composto di minerali già pronti come lo smalto bianco di fondo, che verranno stesi sulla superficie dell’oggetto in terracotta ad immersione, per renderlo impermeabile e per poterlo successivamente decorare con smalti ceramici a pennello.
Le origini della ceramica in Puglia
La ceramica si diffonde in tutta la Puglia affermandosi maggiormente in quei centri del tacco d’Italia dove era più facile reperire la materia prima, l’argilla. Grottaglie, Cutrofiano, Laterza, Terlizzi, Rutigliano sono i centri che si sono nel tempo affermati caratterizzando via via, attraverso i propri maestri ceramisti, le botteghe per la creazione di oggetti d’uso quotidiano, per conservare, trasportare, cucinare, ma anche oggetti d’arredo, simbolici e per farne souvenir. Non è un caso se la ceramica artigianale pugliese ha trovato la sua massima espressione a Grottaglie, a pochi chilometri da Taranto, antica città della Magna Grecia, che conta ancora oggi oltre cinquanta botteghe. Sono davvero tante le forme destinate anche ai più impensabili usi delle ceramiche di Grottaglie.












il pumo di Grottaglie o pugliese, ha invece origini ed un simbolismo davvero interessante.
Nell’antica Roma la dea Pomona era la divinità dei frutti. Ed è proprio al suo culto che si ispira il pumo. Questo oggetto, il cui nome deriva dal termine latino pomum frutto, è noto per la sua caratteristica forma simile ad un bocciolo racchiuso tra quattro foglie di acanto che richiama la purezza, la capacità di rigenerarsi, la fecondità, le prosperità e, dunque, anche la ricchezza.
Non a caso per lungo tempo le nobili famiglie pugliesi scelsero il pumo come elemento decorativo delle facciate dei loro palazzi, dei corrimano, delle ringhiere e delle balaustre di scale e balconi.
A Cutrofiano in provincia di Lecce, così come a Laterza in provincia di Taranto troviamo più o meno le stesse forme che si distinguono per le decorazioni caratteristiche


La Tiella o Tiedd appartiene invece in particolare alla produzione ceramica di Rutigliano, realizzata come la pignata in argilla refrattaria rivestita al suo interno con vernici apiombiche.
