“È materia ciò che costituisce tutti i corpi e ne determina la massa e l’estensione ciò che, assumendo forme diverse nello spazio, può essere oggetto di esperienza sensibile ed esiste indipendentemente dalla coscienza individuale.”
(fonte Treccani)

 

Materia: Gli impasti di argilla

 

Le argille costituiscono la materia di partenza con cui, attraverso varie lavorazioni, si ottengono tutti quei prodotti genericamente chiamati “ceramiche”. In Geologia le argille, dette anche crete o terre, sono definite come rocce sedimentarie clastiche poco coerenti. Rocce più o meno friabili costituite da piccoli frammenti di vari minerali, i “clasti” ( dal greco Klastos = spezzato). Questi tenuti assieme da un materiale cementante poco tenace costituito dai cosiddetti minerali delle argille.

 

Tipi di impasti

 

Gli Impasti diventano tali quando si combinano delle argille naturali e si mescolano ad altri componenti, per variarne la durezza, il colore, la porosità, la plasticità, il punto di cottura. Tutti gli impasti umidi più si stagionano e più aumentano le loro caratteristiche plastiche, a patto che durante la conservazione mantengano la loro umidità. Quest’ultima va’ di tanto in tanto controllata e mantenuta magari con l’aggiunta di una spruzzata d’acqua. L’argilla va’ conservata in un foglio di nylon o simile, e comunque ben chiuso. Durante la lavorazione diventa dura o si secca ma si può sempre riciclare, basta solo immergerla nell’acqua fino a quando avrà raggiunto l’umidità sufficiente, impastandola.

 

La Terracotta

 

E’ un impasto quasi del tutto naturale e dopo la cottura, tra 900 e 1000 gradi centigradi, si presenta nelle varie tonalità del rosso marrone. Si presta molto bene al modellato data la sua ottima plasticità, i difetti che si possono riscontrare sono gli stessi della terraglia però in forma minore. Questo impasto si può rifinire bene a smalto oppure sfruttando il bel colore naturale solo lavorando sulla superficie, levigandola, rendendola più rugosa e creando dei decori di grande effetto. E’ molto usato nell’industria del vasellame per fioristi e anche nei decori e arredamenti di interni, specie di stile rustico e comunque anche nell’arredo moderno. Questo impasto inoltre è il più usato dai modellatori per ricavarne i modelli da cui poi trarne lo stampo.

Le Maioliche

 

Sono terrecotte ricoperte da una vernice(cristalline) o da uno smalto che può essere anche decorato con colori ceramici. Subisce due cotture: la prima per ottenere la terracotta e la seconda per la decorazione a temperature che variano tra 920 e 980 gradi centigradi. 

La Terraglia dolce

 

E’ un impasto che dopo la cottura, che varia da 920 a 980 gradi centigradi, diventa bianco e con una buona porosità. Questo impasto è molto usato per la produzione di oggettistica, quale, vasi, basi lampada, sottovasi, cornici e molto altro, data la sua facile colabilità. Si presta molto bene al decoro sotto cristallina, per la sua superficie bianca e per lo stesso motivo e adatto alla invetriatura sia con vernici colorate che con smalti. Con l’impasto umido si potranno apprezzare la plasticità e la sua levigabilità.

Impasto Refrattario

 

Per essere considerato refrattario l’impasto deve resistere ad alte temperature, fino a 1500°.  A questo impasto di solito viene aggiunto un riempitivo o “chamotte” in francese, che consiste in impasto già cotto e macinato. Questo aumenta di molto la sua porosità e la sua resistenza allo shock termico, inoltre ha minore tendenza ad “imbarcarsi” ed a rompersi durante l’essiccamento. Teme poco anche la presenza di piccole bolle interne. Ha però una scarsa decorabilità con colori sotto cristallina, sia per il suo colore e anche per la superficie molto ruvida. A quest’ultimo problema si può ovviare con la preparazione di una buona base a ingobbio o a maiolica. si presta bene invece al decoro a smalti e ossidi.

 

Gli impasti di GiùInLab

 

I nostri progetti sfruttano appieno tutte le qualità delle argille in base all’uso a cui sono destinati gli oggetti da riprodurre. Le caratteristiche fondamentali che devono avere gli impasti scelti per le nostre ceramiche sono:

  • un buon comportamento plastico per gli oggetti di grandi dimensioni (argille refrattarie con chamotte molto fine);
  • un ritiro minimo in fase di essiccazione per gli oggetti di piccolo spessore, pena la filatura degli oggetti;
  • una discreta porosità, una eccessiva porosità del biscotto(ad esempio l’argilla per colaggio) comparta un eccessivo assorbimento delle cristalline utilizzate in immersione e spiacevoli comportamenti del materiale in cottura;
  • una buona resistenza agli shock termici per gli oggetti destinati alla cottura in forno (argille refrattarie rosse e bianche)
  • colorazioni differenti di base degli impasti ci permettono di ottenere otre 30 colorazioni ceramiche differenti, combinate alle nostre cristalline colorate (argille rosse, bianche, nere, refrattarie rosse, refrattarie bianche)

Materia: Rivestimenti ceramici – Le Cristalline

 

Le materie prime che compongono i rivestimenti ceramici sono praticamente le stesse che servono per produrre i vetri, come la silice, il borace, il carbonato di calcio e di sodio. Per renderli colorati si impiegano dei composti inorganici, i più comuni sono gli ossidi dei metalli.

 

A cosa servono i rivestimenti ceramici

 

I rivestimenti ceramici servono oltre che ad abbellire gli oggetti, a renderli impermeabili ai liquidi ed ai gas,  più resistenti all’attacco degli agenti esterni e più igienici, facilitandone il lavaggio e la pulizia. In genere vengono chiamati vetrine, oppure cristalline o vernici quando sono trasparenti e smalti quando sono opachi.

 

Come si usano i rivestimenti ceramici

 

Le vetrine e gli smalti vengono stesi ad umido in strato sottile sull’oggetto e fissati ad esso per azione del calore che ne provoca la fusione.

 

I rivestimenti ceramici di GiùInLab

 

Nei nostri progetti impieghiamo esclusivamente cristalline trasparenti colorate per valorizzare il colore materico di fondo delle argille. Il loro impiego è per noi fondamentale anche per far emergere i bassorilievi impressi sulle superfici delle nostre ceramiche. Le nostre cristalline sono apiombiche, non tossiche quindi, perchè pensate per la casa e per andare a contatto diretto con i cibi.

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